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Cassetta portachiavi key box su un muro
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Stop alle Key Box: ecco cosa cambia per gli affitti brevi nel 2024

12 dicembre 2024 · 3 min di lettura

🚫 Addio alle Key Box? La rivolta prima della circolare

Prima della pubblicazione della circolare 38138/2024, il dibattito sulle key box (cassette portachiavi) e i sistemi di check-in remoto era già acceso. Molti proprietari di case vacanza e gestori di affitti brevi difendevano queste soluzioni come strumenti essenziali per gestire le prenotazioni in modo flessibile. Tuttavia, critiche sulla mancanza di controllo sull’identità degli ospiti hanno alimentato il dibattito politico e mediatico.

Le key box, diffuse in tutto il mondo, sono state accusate di favorire soggiorni anonimi o addirittura attività illecite, scatenando polemiche tra gestori e autorità.

🌐 Una risposta politica: la circolare del Ministero dell’Interno

La circolare del Ministero dell’Interno, che vieta il check-in da remoto e impone il riconoscimento de visu (di persona), è stata presentata come una misura di sicurezza. Tuttavia, alcuni esperti la definiscono più una risposta politica che pratica: il problema della sicurezza è reale, ma la circolare sembra ignorare le soluzioni tecnologiche esistenti, che potrebbero garantire controlli altrettanto efficaci senza sacrificare la praticità.

🕵️ Cosa significa riconoscimento de visu?

Secondo l’articolo 109 del TULPS, il riconoscimento de visu obbliga i gestori a verificare l’identità degli ospiti di persona al momento del check-in, confrontando il volto dell’ospite con il documento d’identità. Una norma pensata per prevenire soggiorni anonimi, che però comporta maggiore burocrazia per i gestori e meno flessibilità per gli ospiti.

🤖 Riconoscimento facciale: la tecnologia che supera l’essere umano

In ambiti come l’apertura di conti bancari, il riconoscimento facciale supportato dall’intelligenza artificiale è già utilizzato con successo. Il dato sorprendente? Il tasso di errore dell’AI nel riconoscere documenti falsi è inferiore a quello degli esseri umani. Questo dimostra che gli strumenti digitali potrebbero essere una valida alternativa al check-in di persona.

🔐 Key Box e Smart Key: cosa dice davvero la legge

La circolare colpisce solo l’aspetto del riconoscimento dell’ospite, non le modalità di accesso agli alloggi. Questo significa che strumenti come le key box o i sistemi di apertura automatica tramite app non sono vietati per legge. L’obbligo è verificare l’identità di persona, ma nulla impedisce di usare strumenti digitali per facilitare l’accesso agli immobili dopo il check-in.

📚 L’opinione degli avvocati

Secondo diversi avvocati, i sistemi di key box e smart key restano pienamente legali. La legge si limita a richiedere il riconoscimento de visu, lasciando libertà sulle modalità di accesso.

Conclusione

Sebbene la circolare punti a rafforzare la sicurezza, il dibattito resta aperto. La tecnologia offre soluzioni efficaci e sicure, ma l’applicazione della normativa richiede un equilibrio tra praticità e controllo. I gestori possono continuare a utilizzare le key box, rispettando l’obbligo di identificazione di persona: un compromesso che potrebbe rappresentare il futuro degli affitti brevi.

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